Ludovica Ottaviani
Roma

Ludovica Ottaviani nasce a Roma nel 1991. Dopo la maturità classica e due lauree con Lode in Lettere (triennale in Arti e Scienze dello Spettacolo e magistrale in Editoria e Scrittura presso l’Università La Sapienza di Roma) approfondisce definitivamente quegli ambiti professionali nei quali si...

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“Down in Mexicali/

There's a crazy little place that I know/

Where the drinks are hotter than the chili sauce

And the boss is a cat named Joe”

 

  Una vecchia Saab viaggiava a velocità sostenuta lungo la Pontina, provando a schivare l’incalzante pioggia battente che produceva un ritmico ticchettio ogni volta che s’infrangeva contro il parabrezza. Quando il conducente inchiodò, di colpo, nei pressi di un piccolo motel dallo stile coloniale che si affacciava – triste come uno stonato solista – proprio su un trafficato incrocio, i Ray-Ban che indossava scivolarono lungo il naso finendo a terra, insieme alla 44 Magnum che aveva poggiato sul voluminoso borsone da palestra sistemato al posto del passeggero. Inforcando di nuovo gli occhiali da vista, infilò la pistola nella tasca interna del giubbetto di cotone stringendo i manici del borsone.

  Nella camera numero 6 del motel Rio Claro un uomo triste, solo, meschino, al verde e incollerito nei confronti della vita provava ad impiccarsi miseramente con la propria cravatta verde bottiglia dalla fantasia preraffaellita; quando le luci di un’auto catturarono la sua curiosità. Sbirciando appena attraverso le veneziane della finestra, notò la sagoma ingombrante di un uomo con dei ridicoli Ray-Ban e un giubbetto di cotone che bussava nervosamente alla porta della camera 5 solo con la mano sinistra, perché con la destra reggeva un voluminoso borsone da palestra. Restò in ascolto, in attesa di una risposta.

  Poi la porta si schiuse e, sulla soglia, comparve appena una figura indistinta che rimase nascosta nel buio della stanza: il suicida della Domenica notò soltanto che sembrava indossare qualcosa in testa, forse un cappellaccio o roba simile. L’uomo massiccio s’infilò furtivamente all’interno prima che la misteriosa ombra richiudesse la porta dietro di sé.

  Al vicino curioso non restò altro da fare che rimandare il suicidio, slacciarsi la cravatta e attendere dietro le veneziane; ma il silenzio opprimente che avvolgeva il motel, scandito solo dal monotono ticchettio della pioggia, lo convinse infine ad allontanarsi dalla finestra.

  Almeno finché un boato sordo non riempì all’improvviso l’aria, richiamando la sua attenzione. Un boato, e poi fu di nuovo il silenzio.

  Dopo interminabili minuti, da dietro le veneziane il suicida con cravatta preraffaellita notò un uomo e una donna che sgusciavano via furtivamente dalla camera accanto: la pioggia troppo forte confondeva i contorni e rendeva difficile distinguere le facce, ma vedeva benissimo uno strano tipo con cappello da cowboy, una donna in rosso e il borsone da palestra che aveva con sé l’omone che poco prima era entrato nella stanza, ma dalla quale sembrava non voler uscire.

  Un borsone dal quale facevano capolino mazzette da 100 euro, verdi, ordinate. Solo quando i due partirono a bordo di una Mini-Minor, l’uomo della camera 6 si decise ad uscire.

 

  In un autogrill lungo la strada aperto H24 una cameriera, stanca della propria monotona esistenza, trovava una svolta inattesa e provvidenziale nell’incontro fortuito con due misteriosi avventori in difficoltà, una donna in rosso e un uomo vestito come un bovaro texano. Le stavano promettendo la libertà, se solo un orribile uomo con degli stupidi Ray-Ban e una copiosa ferita alla testa non fosse arrivato a minacciarli, nel cuore della notte, alzando la voce e agitando una 44 Magnum nell’aria. Lo scampanellio improvviso della porta la spaventò a tal punto che fece cadere a terra un’intera brocca di caffè, che s’infranse al suolo.

  Che disdetta, mai piangere sul caffè versato, pensò ignara la cameriera.   

 

  Una Fiat Ritmo procedeva lentamente lungo la Pontina; aveva appena passato il motel Rio Claro lasciandoselo alle spalle e si dirigeva verso Sperlonga, ma i chilometri rimasti terrorizzavano il guidatore perché l’auto era troppo vecchia e quel motore che emetteva uno stridio metallico non lo consolava affatto. Quando poi iniziò a notare i primi sbuffi di fumo, era ormai davvero troppo tardi.

  «Che succede adesso?!?» domandò la ragazza seduta al posto del passeggero.

  «Non lo so… credo sia il motore, forse sta fondendo sto cazzo di trabiccolo» aveva risposto il ragazzo alla guida, un ventenne dal marcato accento partenopeo.

  Nic non era pronto ad affrontare quel fuori programma. Ma forse, visto come si stava mettendo quel periodo, non era proprio pronto ad affrontare la vita.

  La sua Fiat Ritmo lo stava lasciando in mezzo alla Pontina. Non aveva un lavoro. Metà dei criminali che aveva truffato volevano sfigurarlo o, peggio ancora, ucciderlo e infine Anja gli aveva rivelato di aspettare un bambino. Le cose non potevano andare peggio di così. O forse sì, visto che Anja aveva iniziato ad imprecare in russo, sua lingua madre.

  «No tesoro, ti prego, non ti ci mettere pure tu col russo adesso…»

  «Tu sei un deficiente. Mia madre aveva ragione. Mia nonna aveva ragione, fin da quando ha visto una tua foto… mi ha detto subito Anushka, lascialo perdere. Non vedi che ha gli occhi tondi? È un deficiente».

  «Grazie bàba».

  «Non chiamare mia nonna bàba. Solo io posso chiamarla così. Che facciamo adesso?!?»

  Dal motore si levò un denso fumo nero che stava invadendo progressivamente l’abitacolo, affumicandoli. Una manciata di secondi, e iniziarono a tossire.

  «Ho paura Nic. E se l’auto esplodesse?»

  «Hai mai visto esplodere una Fiat Ritmo?»

  «No».

  «E allora non ti preoccupare. Non possono esplodere».

  Dieci minuti dopo, la Fiat Ritmo aveva lanciato il proprio canto del cigno attraverso un raglio metallico, prima di impuntarsi come un mulo ai bordi della strada. Così i ventenni Nic e Anja si ritrovarono a vagare sotto il sole cocente di un Lunedì d’Agosto, alla ricerca di un posto dove ripararsi, un autogrill magari. Il ragazzo, con la sua maglietta verde acido con stampata la locandina de “Il Grande Lebowski”, apriva il corteo seguito dalla sua fidanzata, vestito leggero a fantasia floreale, zeppe vistose e passo ondeggiante.

  Proprio in fondo alla strada, accanto a un vecchio cimitero per auto, sembrò sbucare dal nulla un piccolo autogrill, di quelli vecchi e malmessi, con lo spiazzo antistante munito di pompa di benzina, una grande vetrata affacciata sull’esterno e il corpo dell’edificio prefabbricato in legno doghettato, bianco, come quello delle cabine di uno stabilimento balneare.

  «Ehi, c’è un autogrill».

  «Questo lo vedo. Allunga il passo, che questo sole mi ha fatto venire sete e fame».

  «Stai» il ragazzo iniziò a mordicchiarsi nervosamente un labbro «come ti senti?»

  «Sto bene Nic, sono incinta, non moribonda. Credo che mi avrai tra i piedi ancora per un bel po’» la ragazza sospirò «spero che abbiano la centrifuga di mirtilli. Ho voglia di mirtilli».

  La porta dell’autogrill tintinnò appena annunciando l’ingresso di Nic e Anja, che vennero subito scrutati da quattro paia d’occhi inquisitori. Il ragazzino, sentendosi in imbarazzo, farfugliò un impacciato «Buon… salve» che nessuno dei presenti ricambiò: sembravano tutti troppo pigri e fiaccati dal caldo perfino per rispondere o forse si stavano semplicemente godendo la musica che proveniva da una vecchia radio, un successo anni ’50 dei The Coasters, Down in Mexico.

  Dietro il bancone c’era una donna sulla quarantina, trucco nero pesante e sbavato, denti separati e corti capelli color miele, con addosso una divisa giallo mostarda. Accanto a lei c’era invece un giovane forse sui trent’anni, ma il sole aveva solcato troppo il suo viso lasciando dei segni indelebili che ne rendevano indecifrabile l’età esatta. Il suo abbigliamento curioso, da cowboy dell’Agro Pontino con tanto di camicia di lino bianca, turchesi al collo e cappellaccio ben calcato sui capelli che gli toccavano le spalle, lo facevano somigliare a uno degli invitati di una festa in maschera, e lo stesso si poteva dire della giovane donna seduta davanti al bancone: i capelli neri raccolti, un succinto abito rosso a pois che evidenziava le sue curve pericolose proprio come le labbra carnose dipinte dello stesso colore la facevano somigliare a una pin-up evocata direttamente dagli anni ‘50. In un angolo invece, dietro uno dei tavolini, se ne stava seduto un uomo dall’espressione malinconica e dal volto lungo: indossava un modello doppiopetto verde scuro fuori moda, da triste venditore porta a porta della Folletto o da commesso viaggiatore; al collo portava perfino un’improbabile cravatta dello stesso colore con orrenda fantasia preraffaellita. Non appena entrarono i ragazzi, alzò a malapena lo sguardo dalla propria tazza di caffè nero.

  «Salve, noi… la nostra auto si è fermata a qualche metro da qui, lungo la strada e così abbiamo pensato di approfittarne per fermarci un attimo e rifocillarci, anche perché lei è--»

  «Avete la spremuta di mirtilli?» Anja interruppe bruscamente Nic, rivolgendogli un’occhiata bieca. Il ragazzo si limitò a deglutire e ad abbassare lo sguardo sul bancone.

  Solo a quel punto il cowboy piantò un paio di grandi occhi color verde acqua in quelli nocciola e bovini di Nic; anche quelli del giovane uomo erano tondi, dettaglio che al ragazzo fece tornare subito alla mente le parole di bàba: occhi tondi. Allora è un deficiente. Solo quando notò l’espressione corrucciata sul volto del cowboy capì che stava sogghignando come un ebete, crogiolandosi in quel pensiero.

  «Non abbiamo mirtilli. Sono fuori stagione adesso».

  I ragazzi rimasero in attesa del resto della riposta che però non arrivò; Anja, sbuffando e agitando l’orlo del vestito, stava dimostrando tutto il suo astio.

  «Senta, non è che per caso… vendete ricariche telefoniche? No perché vorrei contattare l’ACI, ma sono rimasto senza soldi e quindi pensavo che magari… ricaricando… oppure magari che so, avete un telefono fisso, chiamo da lì e ce ne andiamo, oppure semplicemente qualcuno di voi può trovarmi un numero utile su internet». Nic, imbarazzato, deglutì ancora una volta: la bocca secca reclamava un bicchiere d’acqua. Il cowboy, in tutta risposta, si limitò a lanciargli un’occhiata bieca e laconica.

  «Vorremmo aiutarti, ma… credo che nessuno di noi abbia un cellulare carico o con del credito. Vero Pereira?»

  L’uomo triste dietro al tavolino distolse finalmente lo sguardo dal fondo del caffè nero.

  «Vero. Però dovrebbe esserci un telefono da qualche parte… no, Cosmo?»

  «Probabile… dobbiamo avere un telefono fisso, da qualche parte».

 «Grazie mille, io… davvero io non so come…» il ragazzo continuava ad eseguire strani saluti buddisti congiungendo le mani e seguendo il cowboy, che nel frattempo era uscito da dietro il bancone andando alla ricerca del telefono perduto. Le due donne non intervenivano. Non una parola o un movimento: sembravano quasi paralizzate, raggelate in quelle posizioni che avevano assunto perché spaventate da qualcosa. Mentre Anja cercava il pacchetto di sigarette nella borsa, notò che la cameriera con la divisa gialla stava piangendo in silenzio, asciugandosi le lacrime con il dorso della mano senza farsi vedere da nessuno. Che strano, pensò la ragazza in russo. Provò a dire qualcosa nella sua lingua a Nic, ma il fidanzato era troppo impegnato a seguire come un cane da tartufo il proprietario, che iniziava visibilmente ad alterarsi. Prima di essere cacciati via, decise di approfittarne.

  «Scusate, posso usare il bagno?» ma in tutta risposta, per la prima volta da quando erano entrati, la cameriera gridò qualcosa sgranando gli occhi.

  «NO!»

  «Ehi, che modi!» sobbalzò la ragazza «ho chiesto solo se potevo usare il bagno… se era un problema bastava dirlo!»

  «No no, quello che Luciana vuole dire è che…» intervenne, imbarazzato, il cowboy. Ma sembrava impacciato e incapace di trovare le parole adatte per uscire da quella situazione.

  «…è che deve usare quello per i disabili. L’altro è fuori servizio, rotto» aggiunse Pereira.

  «Ok» replicò con calma serafica la russa, guardandosi intorno «per me non è un problema. Purché sia un bagno, no?»

  Pereira le indicò la strada con un plateale gesto della mano; mentre Anja sfilava verso il bagno scomparendo dietro la porta, un brivido sinistro attraversò Nic, come se l’aria fosse appena cambiata, carica dell’elettricità statica che preannuncia un temporale.

  Il bagno era piccolo, angusto e soprattutto buio. Distinguere le due porte era praticamente impossibile… qual era quello dei disabili? Aveva portato con sé il rossetto? Ma soprattutto, cosa avrebbero fatto con il bambino? Mentre mille pensieri le attraversavano in modo caotico la testa, Anja aveva imboccato casualmente una delle piccole porte di una cabina in legno con fogna a vista e nessuna finestra. Appena entrò fu travolta da un odore orrendo, indescrivibile, acre e nauseante, però pensò semplicemente che fosse un effetto collaterale della gravidanza, che magari il bagno era solo sporco ma per lei puzzava come una fossa comune. Con i piedi schiacciò qualcosa, sentì chiaramente un rumore di vetri infranti sotto il peso della zeppa. Imprecò in russo e, a tentoni, iniziò a cercare nel buio totale un interruttore della luce lungo tutta la parete; ma fu qualcosa di freddo e viscido a catturare la sua attenzione.

  Che cazzo era? Sembravano delle salsicce. Salsicce… calde? In un bagno pubblico? Continuando ad affidarsi al tatto, si rese conto che le presunte salsicce sembravano l’estremità di una mano. Che era a sua volta attaccata a un braccio. E che il braccio faceva parte di un corpo, molto più grande e grosso. Quando, con l’altra mano, si rese conto che la lampadina era appesa al soffitto e che si azionava tirando una cordicella, allora si decise ad illuminare il bagno. Ma ciò che vide la sconvolse a tal punto da farla gridare per l’orrore.

  Fu solo a quel punto che Pereira, il commesso viaggiatore in doppiopetto verde, perse la pazienza girando gli occhi al cielo ed estraendo da sotto la giacca una 44 Magnum che puntò subito contro Nic, senza nemmeno degnarlo di uno sguardo. Il ragazzo e Cosmo si bloccarono, fissando l’uomo.

  «Adesso ne ho davvero abbastanza» esclamò l’uomo rivolgendosi al cowboy.

  «Che… che succede?» domandò timidamente il ragazzo, temendo di ricevere come risposta un proiettile in piena fronte «i-io non… non stavo facendo niente di male, s-stavo solo seguendo lui che--»

  «Ok Cosmo, il ragazzino parla troppo: gli sparo io oppure ci pensi tu?» il cowboy non replicò, limitandosi ad abbassare lo sguardo «ho capito… e ancora una volta mi tocca fare tutto da solo… certo che te lo sei scelto bene l’uomo, bambolina» chiosò Pereira lanciando un bacio verso la pin up.

  «Porco».

  «Ada, non--»

  «Non interromperla, Cosmo! Lasciala tirare fuori le unghie, che la ragazza qui almeno ha grinta da vendere… in fondo, se non fosse stato per lei, tu puliresti ancora il culo a Tony…»

  «Posso…?» intervenne timidamente Nic, alzando la mano «chi sarebbe questo Tony?»

  Sulla sua domanda, Anja comparve sulla porta, sconvolta e irriconoscibile, pallida come un’apparizione spettrale.

  «Nic! Nic! Andiamo via, c’è un morto nel bagno e--» si fermò solo quando vide l’occhio cieco della 44 Magnum che Pereira le stava puntando contro. Il ragazzo, davanti a quella scena, fu scosso da un fremito irrefrenabile che gli suggeriva di agire, d’inventarsi qualcosa prima che fosse troppo tardi.

  «Non ucciderla! È incinta!».

  «Sei sempre il solito coglione, Nicola! Non raccontare i fatti nostri in giro!»

  «Davvero?» domandò con meraviglia Pereira.

  «Sì, lo abbiamo scoperto da poco».

  «E sti cazzi? Sai quanto me ne frega che è incinta? Voi due avete visto davvero troppo. E dovete sparire». In tutta risposta l’uomo tolse la sicura.

  «I patti non erano questi Pereira. Avrai i nostri soldi. Niente più morti».

  «I nostri… ehi, cowboy, credi che mi basti un quarto del vostro bottino per starmene zitto? Io vi ho visto, so cosa avete fatto in quel motel. E posso accusarvi della morte di Tony».

  «Stronzate!» gridò Ada alzandosi dal suo sgabello e avvicinandosi a Cosmo «c’è una testimone, Luciana, e ci siamo anche noi che possiamo confermare la verità. Sei stato tu a sparare a Tony».

  «Perché altrimenti avrebbe ammazzato tutti e tre… se non sbaglio, aveva già iniziato con il tuo bel cavaliere elettrico. A proposito, come va la costola “campione”?» l’uomo sghignazzò sadicamente. Ormai li aveva tutti in pugno. «Ci sono le mie impronte sulla pistola, è vero, ma – supponiamo eh – se io uccidessi i due ragazzini e la cameriera… non resterebbe nessuno in grado di poter confermare il vostro alibi. Mentre invece sono convinto che tanti, troppi, amici del compianto Tony potrebbero confermare che il suo braccio destro e la sua amante stavano tramando per eliminarlo, inscenando prima un finto rapimento per poi scappare lontano con i soldi rubati al defunto. Mi sono perso qualcosa?»

  Decisamente no, perché allo sguardo vigile di Pereira non sfuggì nemmeno il movimento furtivo della mano di Cosmo che scivolava dietro la camicia per prendere la sua pistola: il commesso viaggiatore sparò colpendo la mano destra del cowboy, che giaceva rantolante a terra tenendosi la mano zampillante sangue, incapace di sparare, incapace di difendersi in un ultimo disperato tentativo.

  L’avido commesso viaggiatore si inginocchiò solo per il piacere di puntare i propri occhi cinici in quelli tondi e inermi di Cosmo. Nei due grandi specchi verde acqua non c’era più nessuna speranza di salvezza, come pure nelle pozze scure e tonde di Nic che saettavano nervosamente dalla scena ad Anja, ansante, che non distoglieva mai lo sguardo mentre sussurrava una preghiera in russo.

  Quando partì un altro colpo, anche questa brocca di caffè che teneva in mano Luciana cadde rovinosamente a terra, infrangendosi in mille schegge impazzite che si andarono a confondere con le precedenti.

  Solo che questa volta, a sparare, non era stato Pereira. Un fiore rosso cupo si apriva lentamente all’altezza del suo fegato fino a sfiorire, inondando la camicia bianca di sangue. L’uomo cadde a terra di peso, incapace di capire, senza lamentarsi; quello che uscì dalla sua bocca fu un indistinto rantolio sommesso. Non si sarebbe mai aspettato che, a sparargli, fosse una donna, proprio una di quelle creature che l’avevano portato sull’orlo del suicidio meno di ventiquattrore prima. Ada se ne stava in piedi, davanti a lui, fissandolo con fierezza; le braci nere dei suoi occhi ardevano ancor di più, lucide di lacrime e paura. Era stata lei a raccogliere la pistola di Cosmo da terra e a sparare al triste commesso viaggiatore, che in nome dei soldi avrebbe fatto qualunque cosa, perfino trasformarsi da nullità in mostro.

  «Andate ragazzi» sussurrò la donna con voce roca «riprendete la vostra strada, e non dite di essere passati per Rio Claro. Ho un lavoro da finire qui».

  Nic si avvicinò ad Anja, prendendola per mano. Lei, per la prima volta, si lasciò guidare, lontana da quell’inferno; non si accorse nemmeno che le zeppe finirono nel sangue di Pereira, lasciando tracce ovunque, e che la t-shirt verde acido del suo ragazzo era sporca del sangue di uno sconosciuto cowboy di provincia. Il commesso viaggiatore lanciò un’ultima, pallida, laconica occhiata alla causa delle sue disgrazie, mentre Luciana continuava a piangere indisturbata, lasciando finalmente che il trucco si confondesse con le lacrime; solo Cosmo e Ada non li degnarono nemmeno di un’occhiata fugace, perché troppo impegnati a specchiarsi l’uno negli occhi dell’altra, come rapiti da un’estasi sinistra: ogni ostacolo sul loro cammino veniva progressivamente eliminato.

 

  La campanella tintinnò un’ultima volta e la porta dell’autogrill si chiuse dietro di loro; Nic e la sua fidanzata Anja tornarono finalmente al calore malsano emanato dall’asfalto, al sole cocente d’Agosto e all’odore della nafta che aleggiava sul distributore di benzina. Percorsero lo spiazzo senza mai voltarsi, senza guardarsi, ma stringendo con forza le rispettive mani, senza lasciarsi nemmeno un attimo.

 Solo quando furono a ridosso della Pontina sentirono, in lontananza, il rumore sordo di un colpo di pistola che si perdeva nell’aria.

 

RIO CLARO - Racconto Vincitore della Sezione Letteratura della Biennale MArteLive 2019.

Grazie a ROCK 'N' READ per la recensione esclusiva che potete leggere QUI:

www.rocknread.it/recensione-di-rio-claro-ludovica-ottaviani/​​​​​​​

Good morning vibes. ☕🏆❤️
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Per Ludovica Ottaviani (@louadelson) la vittoria del concorso nazionale MArteLive 2019 nella sezione #letteratura ha portato in dote una serie di premi esclusivi: tra questi, la pubblicazione di un'opera originale con le Edizioni Haiku (@edizionihaiku). E noi non vediamo l'ora di leggerla!

Se avete un racconto o delle poesie nel cassetto, ricordate che fino alla mezzanotte di oggi le iscrizioni alla prossima edizione sono completamente gratuite!
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I'm so glad to announce that the stand-up comedian soul who's hidden inside me is ready to come back and enjoy this 2020...
U have to wait less then a month.
7.02.2020
Thanks to Fabrizio Funari for involving me in this new, exciting, experience. I'm so psyched, I can't wait!!
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Treccani

#wordsandmusic

The librettist presents

Words and music | on Morricone w/ De Rosa + performances + bubbles

Date: 7 February 2020
Place: Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani
Piazza della Enciclopedia Italiana, 4 - Roma (Largo Argentina)
Time: 17:30 "Echoing Samuel Beckett's opera of the same name, wordsandmusic is a celebration of and journey thorough literature and music. The event aims to foster and promote the conversation around the relationship between words and music throughout history with a special focus on opera and its aesthetics." On the very first event, we'll be presenting the book "Morricone in his own words" by Ennio Morricone and Alessandro de Rosa and explore - through a series of live performances - the aesthetics of the artists that influenced the work of Morricone, from Bach to Petrassi.

Special guests:
@louadelson<28>@alessandro.derosa<29>@federico.marcucci96
@mathildescipioni
@eleonoraclaps_sopranoperformer
FREE ENTRY

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I'm feeling good as hell now. 🔥😍🎉
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MARTELIVE SEZIONE #LETTERATURA - VINCITRICE

Durante le finali al Planet Roma la più votata della sezione letteratura è stata @louadelson, con il racconto "Rio Claro", un “pasticcio” di generi che spazia liberamente dal noir al western,
senza disdegnare qualche venatura horror/splatter.

Vi ricordiamo che da gennaio sarà di nuovo possibile iscriversi al concorso!
Per saperne di più sui premi della sezione letteratura ➡️ concorso.martelive.it/premi
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Siamo stati inattivi per mesi dopo l'uscita del primo capitolo... Ma adesso è arrivato il momento giusto per annunciarvi l'arrivo del SECONDO CAPITOLO della graphic novel ROUTE 66,scritta da Ludovica Ottaviani e disegnata da Arianna Bosa in esclusiva per @astromica.
Godetevi questa nuova, selvaggia, cavalcata attraverso i pericoli nascosti nel deserto nordamericano.
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We have been very inactive for months after the release of the first chapter. But now it's the right time to show you the second chapter of the graphic novel ROUTE 66, written by @louadelson and drawn by @ariboart for @astromica_.
Enjoy this new, wild, ride through the dangers of the North American desert.
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About December🏆
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Zalib

La premiazione 🎉
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This long night is over... The last ride in the wild heart of the short story RIO CLARO is just finished and in this pic I'm in front of a microphone again... It's just the beginning. Trust me 😉🎤🎶
(ps thanks a lot @arya_1992
And @sergio.mancuso13 🙏🏻😘)
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@louadelson legge “Rio Claro”
Passione e intepretazione🔝
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Fate un salto anche in Sala Letturatura .. c'è sempre qualcosa di nuovo da imparare <3 Nelle foto da sinistra Valentina Ghelfi, Francesco Audino, Ludovica Ottaviani #MArteLive #SpettacoloTotale #BiennaleMArteLive #respiraLArte
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‼️It's official‼️ Astromica has found a new "home" among the shelves of @borribooks, inside Termini station. If u find yourselves wandering around that place, take a look at our catalogue: the first ten graphic novels are out right now. But in the next future u' ll find more titles like... "ROUTE 66"!! 😉
Follow us, read us, love us like we love u❤️
Kisses to all the "astro" boys and girls and always remember that... #noisiamoastromica
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These news are good as Hell!😘
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REWIND_let's play è tra gli spettacoli in cartellone previsti per la stagione 2019-2020 del Teatrosophia: una commedia a ritmo di musica scritta da Ludovica Ottaviani e diretta da GiorgioVolpe, il tutto grazie alla compagnia Giù di Su per Giù Teatro.
Vi aspettiamo a Marzo, dal 13 al 15!!
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#staytuned #followus #seguiteci #news #teatro #theatre #rewindletsplay #rewind #commedia #romcom #gsgteatro

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Poche foto riescono a catturare l'essenza di un momento, immortalando "nero su bianco" un periodo in particolare e spingendo il soggetto stesso che è davanti all'obiettivo ad esclamare: "questa sì che mi rappresenta".
Ecco, questo scatto è stato catturato pochi giorni fa, durante la mostra LUCIANO SALCE: L'IRONIA È UNA COSA SERIA e direi che rappresenta molto bene la persona che sono diventata oggi, con le mie variopinte - quanto pacchiane - felpe da dj anni 90' che ha perso l'aereo, le bandane alla Keith Richards e il trucco vintage da diva del muto.
Lì ho il broncio, ma vi assicuro che non sono mai stata così felice come in questi ultimi 12 giorni, dove ho incontrato degli splendidi compagni di viaggio che mi hanno fatto venire voglia di rimettermi in marcia, perché non si finisce mai di cambiare, di crescere e di imparare.
Semplicemente grazie a tutti❤️
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Few pics could catch the real soul of the subject in front of the lens, fixing it for ever. This pic was taken few days ago, during the exhibition LUCIANO SALCE: L'IRONIA È UNA COSA SERIA, and it embodies very well what I am now, with my colorful - and queer - sweatshirts like an homeless dj lost in the 90s, bandanas in the style of Keith Richards, with a vintage make up like an old fashioned diva. I look sad in this pic but I swear that I've never been so happy as in the last 12 days: in these days I met many wonderful fellows who made me feel like I need to get back on the road continuing my journey, 'cause it' s never too late to change, grow up and learn.
Thanks, folks ❤️

(Link in Bio, FB)
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#thanks #happy #journey #ontheroadagain #exhibition #lucianosalce #lironiaèunacosaseria #art #cinema #filmcritic #filmlover #90s #itgirlstyle #urbanstyle #music #instacinema #instamusic #instalovers #instafollowers #instaphoto #instapic #instafilmcritic #igers #igersphoto #igerscinema #igersmusic

It has been officialized just a week ago: on March, from 13 'till 15, my new comedy REWIND_let's play will make its debut at the amazing Teatrosophia, directed by my closer friend Giorgio Volpe and with other friends in the cast (we' ll give u more news in the future, trust us!).
The play is produced by GSG Teatro and it's focused on a young couple who come literally back in the past, during the 1997, where they meet a guitarist and a singer... Will they be able to save their relationship or maybe to find a new love, in despite of the time traveling?
A romantic comedy about music, love, relationships and other ordinary troubles.
The journey has just started right now... Stay tuned!😉
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È passata una settimana dal debutto ufficiale della commedia REWIND_let's play sul palco del Teatrosophia, durante la presentazione della nuova stagione 2019-2020. Una commedia romantica sui sentimenti e sulle ordinarie difficoltà che s'incontrano nelle relazioni, sullo sfondo nostalgico degli anni '90 e con un cuore (spezzato) pulsante a ritmo di musica.
Scritta da me, diretta da Giorgio Volpe, prodotta dalla GSG Teatro e con un cast tutto da scoprire (che riveleremo in futuro), REWIND_let' s play sarà in scena dal 13 al 15 Marzo.
Seguiteci e non perdetevi tutte le news sulla nostra nuova avventura, Folks!

(Link in Bio)
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'Cause "It's never too late"...
Something about My Own Private Venezia 76.
My own private Venezia 76 means endless nights through the streets of Rome;
It means a week spent like a salesman;
It means Rai and all the thrilling late night feelings that Cinematografo gives us;
It means long talks in the night about all kind of strange stuff with old friends and the new ones, despite we were tired like zombies;
It resembles an old 'n' small service station along the road with BLUE, by Eiffel 65, in the background and midnight gamblers inside. And it suddenly smells of 90s.
It means the Stadio Olimpico during the Derby Roma-Lazio: it was so full, bright and surrounded by blinding lights.
It means movies and movies and movies and more movies that I saw and I'm going to see.
It means the incomparable thrill of discovering the winners: "Joker", Luca Marinelli, Roman Polanski, then my first reactions and finally the sentence "we need a bottle of Champagne".
Venezia 76 for me will always sound like a Rolling Stones song or a Bruce Springsteen one; it will always smell of hair spray and look like my brown eyes turn into red after hours of make up.
Venezia 76 is just finished, but I'll never forget My Own Private Venezia 76, despite the distance.
Thanks for the memories ❤️

Link in Bio
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Old post, but there are some nice episodes about the Venice Film Festival that you could still watch!

Those are some pics took 2 days ago by a wonderful MUA... We were at RAI and I was ready for a weekly episode of CINEMATOGRAFO. But just because 2 are not enough... Yesterday I've shot another episode, about women, 90s male movie icons and always about Venezia 76.
If u have lost them (may it could happen, even to myself) u can re-watch all of them on RAI PLAY; click the link below if u need:
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Venezia 76 special episode
https://www.raiplay.it/…/Cinematografo-Speciale-76-Mostra-d…
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Regular episode about the latest movies in town
www.raiplay.it/…/Cinematografo-92cd3ee2-7c56-455f-8…
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Venezia 76, women and icons
https://www.raiplay.it/…/Cinematografo-Speciale-76-Mostra-d…

So Folks, we'll see later at 1.00/1.30 AM 2nite for an other episode!!
XOXO
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I'm so proud to announce that March 13-14-15 2019, my latest comedy REWIND_let's play will debut for the first time @ @teatrosophia directed by my closer friend Giorgio Volpe.
I'm so excited about this new adventure set between past and present, with a tasty '90s touch! 🙏🏻❤️
Stay tuned and follow us (me, Giorgio and @gsgteatro) for more news!!

Link in bio
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#Repost @gsgteatro
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Giù di Su per Giù - teatro 🥳
Stagione 2019 ~ 2020 - L’Emozionometro dell’Ispettore Drillo di @susannaisern e @giorgiovlp dal 29 ottobre al 3 novembre al @teatrolemaschere - Cercasi Befana di Giorgio Volpe dal 4 al 6 gennaio al @teatrolemaschere e @teatrociakroma - REWIND_let’s play di @louadelson dal 13 al 15 marzo al @teatrosophia
#nuovastagione #nuoviprogetti #onstage #gsgteatro #emozionometrogsg #cercasibefana #rewindletsplay #giorgiovolpe #toplay #kids #theaterkids #theater #giùdisupergiùteatro #inscena #actor #actorlife #director #job #dream #dreaming #graziellapatatella

Laggiù tra la polvere e il deserto, tra donne pericolose, poliziotti stanchi e spietati boss/
C'è ancora posto per l'amore e il pericolo.
Laggiù, lungo la Route 66.
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Down there, between the dust and the desert, among dangerous women, tired cops and cruel bosses, there's also time for love and danger.
Down there, along the Route 66.
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Il primo capitolo completo di ROUTE 66 è disponibile solo su @astromica_
(u can read the full FIRST CHAPTER of ROUTE 66 only on @astromica_)

Link streaming astromica.com/reader/58/188

Se non vuoi perderti neanche un capitolo scarica la app

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Thank u @vivi_creativo for this amazing interview about life, art, writing, chaos, creation and obviously @martelive__ .
Thank u 4 sharing this moment, and thank u too - casual reader of the Saturday morning - who are reading this post and (I hope) the full interview in the link below 👇
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#Repost @vivi_creativo (@get_repost)
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"Mi occupo di critica cinematografica, anche con saltuarie incursioni nella tarda notte di Rai Uno nella trasmissione Cinematografo. Ho una penna inquieta che spazia dalla letteratura, al cinema - il mio primo amore - senza dimenticare il teatro e il fumetto".
Ludovica Ottaviani, @louadelson, finalista alla Biennale @martelive__, nell'intervista su www.vivicreativo.com.
Link in bio 🖊🖋✒🍀🧡❤🎬
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#Cannes72 #Cannes2019
Speciale #Cannes su #Cinematografo (e in streaming su RaiPlay) con Enrica Guidi, Roberta Mastromichele, Ludovica Ottaviani e Marta Zoe Poretti.

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Have u seen #cinematografo last night on #raiuno? We've talked about #cannes72, #rocketman, #iltraditorefilm, #kenloach, #eltonjohn, #dardenne and many more. If you have lost it, don't worry (and be happy... maybe😂): you'll see again my face 2nite @ 1.40 AM, same place, same channel: Rai Uno, in order to talk about #dolorygloria, #pedroalmodovar and #quentintarantino with his latest film #onceuponatimeinhollywood. Believe me and...just watch, Folks! 😉
(U can see the latest episode on @raiplay: https://www.raiplay.it/…/Cinematografo-Speciale-Festival-In…)
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Vi siete persi la puntata di Cinematografo andata in onda questa notte, all'1.40 su Rai Uno? Nessun problema: potrete ritrovare la mia facci(on)a anche questa notte, stessa ora, stesso posto, mentre si parla allegramente di #cannes2019, Almodovar, Tarantino, il glam, i red carpet, l'indie e l'impegno.
Non mancate! 😉 (per rivedere la puntata precedente, cliccate su Rai Play: www.raiplay.it/…/Cinematografo-Speciale-Festival-In…)
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https://www.raiplay.it/video/2019/05/Cinematografo-Speciale-Festival-Internazionale-del-Cinema-di-Cannes-a13edeed-7af1-4bf3-bfad-61b962d90199.html?fbclid=IwAR1Y2sGDNQw_dY2zoan37FoBNDrpjfVbcNrnk-Y1W-kyY5G39ViS2Ra6snU

Era Aprile quando Astromica debuttava ufficialmente invadendo le vostre piattaforme e i vostri devices, rivoluzionando il modo di vivere il fumetto.
Approfitto quindi di questo meraviglioso - quanto ispirato - scatto della PH Carlotta Guido per lanciare il capitolo 0 di Route 66 - il fumetto e il capitolo 1 completo, disponibili online già da Luglio sui vostri devices tecnologici (PC, smartphone, tablet).

Se volete perdervi tra lingue d'asfalto, desolati deserti e paesaggi americani in compagnia di donne pericolose, commessi logorroici, spietati boss e laconici agenti del Federal Bureau...
ROUTE 66 è il fumetto che fa per voi.
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It was April when Astromica made its official debut at Romics 2019.

Now you can read he Chapter 0 and Chapter 1 of ROUTE 66 with the official Astromica App that suits or all your devices: mobiles, smartphones, PC, tablet etc.

If you wanna loose yourself among long roads, lonely deserts and american landscapes with dangerous women, chatty clerks and melancholic FBI agents...
ROUTE 66 is what you are searching for.
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👉astromica.com/reader/58/74 👈

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Link al post originale (FB)

MY PLAYS
Sotto il Segno dei Gemelli (Finché Morto non vi Separi)
Scusate il Disagio
Sympatya per il Diavolo
Route 66
Una Civetta sul Comò
Antologia PING PONG LETTERARIO (settimo torneo) edito da GIO.CA LIBRI
Antologia E' MEGLIO SCRIVERE... (autori vari) edita dall'Associazione I.C.S.
Antologia INTERIORA 2017 (Narrativa, Cut Up Publishing)
Hollywood Vetulonia!
Servizio in Camera

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