Chiara Rossi
Santa Margherita Ligure (genova)

Eteròclita 'longobarda' di nascita, ligure di adozione, sono laureata in Esperto nei processi formativi e in Scienze dell'Educazione degli Adulti e della Formazione continua. Le mie esperienze professionali sono legate a progetti editoriali e di comunicazione (anche in ambienti no profit), oltre...

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IL FALCO PELLEGRINO – una storia d'amore؟ è la sceneggiatura teatrale che si aggiudica il primo premio ex-aequo al Concorso Europeo per il Teatro e la Drammaturgia Tragos (Milano) XIV edizione (2019) sezione Drammaturgia rielaborazione di testo letterario:
trasposizione teatrale del romanzo breve THE PILGRIM HAWK – A Love Story***, di Glenway Wescott, 1940

Premiazione: 21 novembre 2019, chiostro Piccolo Teatro - Teatro Grassi di Milano.

www.piccoloteatro.org/it/events/2019-2020/premio-tragos-xiv-edizione

La lettura de Il falco pellegrino – un romanzo perfetto, in cui è sempre più raro imbattersi, come ha scritto Christopher Isherwood – mi ha da subito affascinata, in particolare per come Lucy, giovane esemplare del nobile e ieratico animale del titolo, è stata trasformata, grazie alla raffinata maestria Wescott, nel vero protagonista della tormentata storia. Le vicende del racconto, veloce e crudele al contempo, inoltre, che si concentrano tutte in un singolo pomeriggio, mi hanno immediatamente suggerito la possibilità di una trasposizione teatrale.
Il sottotitolo originale recita: Una storia d’amore. La mia writing quest è stata: quale? Quella fra Mrs Cullen e la sua Lucy, o quella che, nonostante tutto, la lega al marito? Quella che spinge Mr Cullen a compiere gesti inconsulti, o quella che unisce i domestici di Alex, in un pericoloso gioco di provocazione e di gelosia? A me pare che più che “una” storia d’amore, Wescott ci abbia voluto regalare un autentico gioiello di disincanto, descrivendo l’implacabile potere – che può graffiare in modo devastante – di questo sentimento nel più cocente dei drammi: l’irrealizzabilità del Desiderio (tema questo che m’inquieta e su cui scrivo da tempo). Per evidenziare con un segno grafico questo aspetto, mi sono, pertanto, concessa la libertà di personalizzare il sottotitolo, chiudendolo con un punto di domanda rovesciato (؟): facente parte della punteggiatura espressiva, venne introdotto verso la fine del XVI secolo dal tipografo inglese Henry Denham che lo inventò e lo battezzò percontation point; successivamente, nella Francia del XIX secolo, Marcellin Jobard e il poeta Alcanter de Brahm vi fecero ricorso in qualità di point d’ironie.

 

*** THE PILGRIM HAWK – A Love Story

Gli eventi narrati si svolgono, sul finire di un’indolente primavera, nella casa di campagna, nei dintorni di Parigi, di una giovane e ricca ereditiera americana, Alex, che ospita l’amico scrittore (fallito) e io-narrante Alwyn Towers. Entrambi ricevono l’inattesa visita di una coppia di conoscenti irlandesi, i Cullen (accompagnati da Ricketts, l’aitante chauffeur inglese, e dal falco pellegrino), gelidamente socievoli e costretti dal ridursi del loro patrimonio a trascorrere buona parte dell’anno in viaggio, sul continente, ostentando gioielli, abiti preziosi e auto di lusso.

La conversazione, tutta incentrata su Lucy, si alterna a pensieri legati al significato dell’amore, del matrimonio e più in generale alle dinamiche delle relazioni umane. Sotto lo sguardo distaccato di Alwyn, cominciano così a delinearsi i lati oscuri, le insicurezze e le debolezze dei vari personaggi, che danno vita a due distinte tragedie di altrettanti triangoli amorosi: quello dei Cullen con Lucy, da una parte, e quello dell’autista e della coppia di domestici di Alex dall’altra.

Lucy, chiamata così in onore dell’eroina di Walter Scott e Donizetti, nei cui riguardi Mrs Cullen vota un intenso amore, è una figura autenticamente tragica e inutilmente fiera, vista la sua riduzione agli ordini della sua carceriera; sarà il vero catalizzatore degli eventi di un pomeriggio che, da brioso, si inclina a un’imprevedibile catastrofe: al termine del racconto, Wescott consegna ai suoi lettori personaggi assolutamente diversi da quelli che aveva tratteggiato all’inizio: nulla più, per nessuno di loro, infatti, potrà essere come prima.

 

Nella mia trasposizione, pur attenendomi al magnifico impianto di fondo della narrazione di Wescott, l’ho così attualizzato:

Timing

Tutto si svolge nell’arco di un pomeriggio, nel mese di giugno, nel tempo attuale.

Location

La villa è ubicata sulle colline affacciate che incorniciano una delle strade più panoramiche al mondo: quella che collega Santa Margherita Ligure a Portofino. Il parco, cui si fa riferimento nella sceneggiatura, può essere reso (ogni scelta, ben s’intende resterebbe affidata alla competenza e al gusto della Regia) con un velario su cui proiettare immagini di ulivi, prato con bordure/ciotole di fiori, siepi di pitosforo… con il mare sullo sfondo.

Personaggi

Jacopo è l’io-narrante, amico milanese di Guendalina, che affettuosamente chiama Guenda.

I Cullen sono nella mia versione gli Ortega: la signora – per la quale ho optato per il nome Montserrat, di derivazione dall’omonimo monastero vicino a Barcellona – è orgogliosamente catalana, in contrapposizione al marito Rodrigo, discendente di una decaduta famiglia aristocratica spagnola. Questa scelta è funzionale al conflitto tra loro, più contemporaneo rispetto a quello ‘irlandese’ del romanzo di Wescott.

Per Lucy, memore di voli liberi e ridotta alla prigionia di cappuccio e guantone di cuoio, emblema, nella non rassegnata domesticità, di passioni insoddisfatte e mai spente, ho semplicemente adottato la traduzione catalana Llùcia. Nella finzione scenica si potrebbe valutare di sostituire il falco in carne e ossa con un automa (esistono in commercio sofisticati robot radiocomandati – del tutto identici nelle fattezze e nei movimenti a veri falchi – in uso negli aeroporti per spaventare incruentamente i volatili, allontanandoli dalle piste aeree e consentendo così ai piloti di effettuare decolli e atterraggi in piena sicurezza, ovviando al problema conosciuto come bird strike).

Il desiderio di Gertrude e Una inescusabile negligenza

Monologhi Teatrali Vol. I, casa editrice Alpes Italia (Roma), Collana La Scena Nova

pubblicazione dei due monologhi teatrali per attrice selezionati dalla Casa Editrice Alpes Italia in collaborazione con Essenza Teatro, in ricerca testi teatrali inediti per i primi due volumi della collana "La Scena Nova - Collezione di copioni teatrali" per lettori, registi, attori e Compagnie, dedicata alla drammaturgia italiana contemporanea.

Il desiderio di Gertrude:
Germana – citazione shakespiriana che si esprime con un linguaggio mutuato da Laing e Lacan –, reclama il suo diritto di essere Donna prima che Madre, con un ‘urlo’ con cui si sottrae al dovere della giustificazione della sua essenza, nelle oblianti sequenze dell’emorragia del suo mondo.

Una inescusabile negligenza
Mara, moglie di un magistrato, scopre una storia inquietante, che è un omaggio al coraggio di tutte le donne inascoltate che, come Marianna Manduca, hanno perso la propria vita per mano dei loro uomini violenti, nonostante avessero trovato la determinazione di denunciarli. Il fatto di cronaca, con le reali dodici denunce esposte invano ai magistrati, risale al 2007: il monologo è stato liberamente costruito su questo drammatico spunto.

UNA LUNGA NUOTATA vince il III Premio letterario nazionale Macabor (2019) – sezione testo teatrale inedito – con pubblicazione nella collana di Teatro.

La sceneggiatura teatrale è anche stata finalista al Premio CENDIC Segesta alla drammaturgia italiana contemporanea, Roma, IV edizione (2018), che ha l’intento di favorire la promozione e la diffusione della scrittura teatrale e della lingua nazionali.

Premiazione: 11 dicembre 2018, Foyer del Teatro Valle, Roma.


Giornata di studio dedicata alla sceneggiatura, nell’ambito della Rassegna Incontro con i finalisti del Premio Cendic Segesta, realizzata a cura del Cendic con la collaborazione di Teatro di Roma, Biblioteche di Roma e Action Pro - theatre and film school (Caffè letterario, Roma, 17 maggio 2019).

Intervengono: Maria Letizia Compatangelo (drammaturga, presidente CENDIC) e Violetta Chiarini (autrice e attrice).

Coordina: Rosario Galli (CENDIC)

Giuditta Sole Calosso, Maria Grazia La Ferla, Beatrice Lombardo e Marika Auletta, coordinate da Eleonora Ivone, della scuola Action Pro diretta da Angelo Longoni e Valerio Morigi, leggeranno alcune scene del testo.

www.romatoday.it/eventi/cendic-incontro-chiara-rossi-una-lunga-nuotata-19-maggio-2019.html

www.romaedintorninotizie.it/notizie-dalla-rete/cendic-incontro-con-chiara-rossi-autrice-di-una-lunga-nuotata/

www.bibliotechediroma.it/opac/news/una-lunga-nuotata-di-chiara-rossi/22103

 

SINOSSI
Un anno prima della sua morte nel 1986, l’Ente israeliano per la Memoria della Shoah insignì del riconoscimento di Giusto tra le nazioni Chiune Sugihara, unico giapponese ad avere il suo nome inciso nel Giardino dei Giusti del museo Yad Vashem di Gerusalemme, per aver rilasciato (nel 1940, disobbedendo agli ordini di Tōkyō) visti di transito per migliaia di Ebrei Lituani in fuga dalla Polonia e da altri paesi dell’Europa orientale durante l’occupazione nazista.
Da questo spunto, che crea lo sfondo, nasce la pièce teatrale, in cui, a partire dalla figura di Lucio, mai presente in scena, si intrecciano le storie di Dalya, Lucilla e Metella, tre donne inconsapevolmente legate da un destino comune, che inciderà per sempre sui loro reciproci rapporti. Dalla 'lunga nuotata' - quale è stata la vita della protagonista - si evince che, al di là di allusioni, illusioni e delusioni, esiste una quinta stagione: quella che appartiene alla scelta di viverla, come ognuno di noi la crea.

Attachment:

Pro(getto) scena ha pubblicato il primo numero della sua nuova Collana di teatro e spettacolo CROMOSOMA T(eatro) - Teatro & Drammaturgia tra evoluzione e tradizione.
Oltre ad avere avuto il privilegio di essere chiamata a far parte del comitato scientifico, curo la sezione 'Scrivere per il teatro'. Mi sono stati affidati anche il progetto grafico, l'impaginazione e l'editing.

Cromosoma T(eatro) si propone come un percorso tra le nuove produzioni della drammaturgia contemporanea, le future promesse e i grandi interpreti del passato, le differenti figure professionali che cooperano alle realizzazioni degli spettacoli dal vivo e l’uso delle nuove tecnologie applicate.

Pro(getto)scena: la drammaturgia che nasce, cresce e diventa storia.
Pro(getto)scena vede nel teatro una delle forme primarie di conoscenza reciproca e di integrazione. La sua mission è la realizzazione di percorsi di interdisciplinarietà e interculturalità. La sua attività riguarda il potenziamento della drammaturgia contemporanea di autori emergenti e la scoperta e valorizzazione di nuovi autori; la promozione di momenti d’incontro tra giovani artisti e la realizzazione di convegni a tavole rotonde con la partecipazioni di esperti del settore.
Ideatore del 'Premio per la Drammaturgia e il Teatro Tragos', conferisce la Targa alla Professionalità a personalità che hanno contribuito a rendere grande il Teatro italiano.

Direttore editoriale: Maria Gabriella Giovannelli

Comitato scientifico: Maria Gabriella Giovannelli, Hafez Haidar, Enrico Redaelli Spreafico, Chiara Rossi

Info: segreteria@progettoscena.it chiara_rossi@tim.it

Attachment: cover 1/2019 Cromosoma T(eatro)

LE CICATRICI D'ORO

segnalazione di merito al Premio per opere teatrali Giuseppe Antonio Borgese, Accademia Internazionale Il Convivio, Castiglione di Sicilia (CT), 2019.

La sceneggiatura si propone di mettere in luce la capacità di resistere, fronteggiare e riorganizzare positivamente la propria vita dopo aver subito un evento negativo: una pièce, dunque, incentrata sulla resilienza, vocabolo che trova il suo senso nel verbo latino 'salio', che in una delle sue accezioni originali indicava l’azione di ‘risalire sulla barca capovolta dalle onde del mare’. È proprio questo il concetto che permea lo speciale laboratorio esperenziale della signora Sakamoto, che partendo dall’arte del restauro giapponese kintsugi (ricomporre oggetti in ceramica abbellendo le linee di rottura con materiali pregiati) si propone di riscoprire l’arte di valorizzare le crepe della vita, trasformandole in cicatrici d’oro.

Sotto il segno della frammentarietà e della sua ricomposizione, ecco, dunque, avvicendarsi i moduli teatrali monologici e dialogici in cui sette attrici, applicando il fertile rovesciamento di prospettiva che impreziosisce ciò che si avrebbe l’impulso di nascondere – proprio come vuole il kintsugi –, raccontano le loro storie uniche e irripetibili.

LE MANI DI NESSO

sceneggiatura teatrale seconda classificata Premio letterario nazionale Macabor: sezione testo teatrale inedito, Macabor editore Francavilla Marittima (CS).

SINOSSI:
La giovane drammaturga Iole coinvolge il suo amico attore Andrea nella preparazione di un lavoro teatrale incentrato sugli stupri (anche etnici) che le donne hanno da sempre subito nel tempo e a tutte le latitudini; Iole è interessata in prima persona all’argomento, essendo stata violata lei stessa, come pure sua nonna Arianna. La loro partecipazione al programma televisivo L’isola dei famosi - Mito, finalizzata a guadagnare il denaro necessario per mettere in scena detto lavoro, vedrà coinvolti anche i Centauri – simbolo della regressione della mascolinità alla frenesia del branco animale e dello smarrimento di identità - e porterà a un epilogo tragico sia Iole che Andrea, nonostante il supporto psicologico del loro terapeuta, il Dottor Chirone. Queste vicende si intrecciano all’interno di un tremendo cono d’ombra, sotto lo sguardo della dea della caccia Artĕmis (che nel nostro tempo gestisce un fitness club e allena gli atleti olimpici di tiro con l’arco), che, coadiuvata dal Coro (guidato dalla Corifea) nel doppio ruolo delle sue ninfe e delle ‘stuprate’, riflette sulla drammatica attualità postmoderna dell’Uomo predatore e di quanto l’identità maschile sia assai più scissa e sbilanciata rispetto a quella femminile.

Questa tragedia - volutamente strutturata in parodo, episodi, stasimi ed esodo, rifacendosi a quelle della Grecia classica -, è dedicata alle donne che hanno conosciuto l’orrore dello stupro, in tutte le sue perverse declinazioni, testimonianza di un’incapacità di relazione risolta con la violenza incontrollabile. In questo testo, dunque, le narrazioni di sè dei protagonisti affondano le loro radici nei loro alter ego (ma anche super-Ego) mitologici.

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La TRILOGIA DELLE OMBRE (‘ombre’ nella prospettiva junghiana) comprende tre pièce teatrali (L'ultima notte, Le mani di Nesso e un testo ancora in fase di scrittura: Cardiomanzie) che s’impigliano nelle declinazioni del tema dell’Amore e della sua devastante Assenza, eterna materia di cui si compongono le storie di tutti i tempi. Comune denominatore delle sceneggiature è la narrazione di sè dei protagonisti radicata nei loro alter ego (ma anche super-Ego) mitologici, perché sia la carne degli uomini, che quella degli dèi possono venir infettate da Eros e dal veleno, dentro al volteggiare funesto della terrifica e potente Eris. Le vicende, pertanto, si svolgono tutte hic et nunc, ma anche nel sospeso e obliquo Altrove, senza il quale ogni luogo di quaggiù non potrebbe essere.

 

 

ISLERO
monologo finalista, III edizione (2018) concorso di nuova drammaturgia Belli Corti.

In scena al Nuovo Teatro San Paolo, Roma, 23 febbraio 2019, ore 20.30. Regia di Giorgia Valeri, interprete: Nicola Miliani

ISLERO è anche secondo classificato a Teatro in provincia 2019*, a cura di Duska Bisconti (CENDIC, Roma). È stato in scena nei seguenti teatri:

Teatro di Sacco, Perugia - 16 febbraio
Teatro a l’Avogaria, Venezia - 31 marzo
Teatro alla Misericordia di San Sepolcro (Arezzo) - 7 aprile
Teatro Comunale di Forano (Rieti) - 14 aprile

* Il progetto, giunto alla sua VII edizione, si propone di avviare nei teatri dislocati sul territorio nazionale una serie di letture di testi degli autori aderenti al CENDIC, con lo scopo di trasformare la provincia italiana nel luogo da cui partono le proposte innovative verso le grandi città e non più viceversa.
Le letture vengono eseguite preferibilmente da attori e compagnie operanti nel territorio. Alla fine di ogni serata il pubblico vota i tre corti preferiti.

Attachment: Nuovo Teatro San Paolo, 23 febbraio 2019

ESAGRAMMA 40

Il monologo teatrale (all'interno di un racconto breve) vince il premio speciale Pro(getto) Scena, II ed. (2018) Premio Letterario Milano International.

Galà di premiazione: 24 novembre 2018, Sala Barozzi - Istituto dei Ciechi, Milano.

"Pro(getto)scena" è dal 2005, a Milano, un connubio tra il mondo della nuova drammaturgia e quello dello spettacolo dal vivo. La sua attività riguarda il potenziamento della drammaturgia contemporanea e la conseguente valorizzazione di nuovi autori; la nascita di nuove figure professionali nel mondo dello spettacolo; l’attuazione di workshop, finalizzati alla formazione e allo sviluppo delle capacità creative individuali; la promozione di momenti di incontro tra giovani artisti attraverso la realizzazione di convegni e tavole rotonde e la creazione di un laboratorio di creatività.

Attachment: Galà di premiazione: 24 novembre 2018, Sala Barozzi - Istituto dei Ciechi, Milano.

DI BLU E DI BALENE

La sceneggiatura è stata selezionata nell'ambito della VII edizione di Spiritualmente laici, promossa dal SIAD e CENDIC di Roma. Reading: Teatro Spazio 18 b, Roma, ore 17 di sabato 7 marzo 2020

La sceneggiatura (corto teatrale) vince il primo premio alla III edizione (2018) del concorso letterario La Città di Murex (sezione teatro) bandito dal Gruppo Scrittori di Firenze.

La stessa sceneggiatura vince il Premio "Miglior Atto unico" alla IV edizione (2018) del Premio Nazionale di poesia e drammaturgia La Riviera dei monologhi, Bordighera, con la seguente motivazione:

L'autrice tratteggia una delicata vicenda con mano sicura e immagini colte e suggestive, che sono il tratto saliente della sua drammaturgia, dando origine a un'opera composita ed efficace.

Il testo è anche stato selezionato tra i finalisti della sezione Teatro, alla II edizione (2018) del Concorso Va in Scena lo Scrittore, Federazione Unitaria Italiana Scrittori (FUIS), Roma.

SINOSSI:

Flussi e reflussi di paure, confidenze e riflessioni attraversano Zoe, studentessa quindicenne, e Raphael, insolito senzatetto, dopo un incontro - che si capirà non essere casuale - in una stazione ferroviaria. Zoe, è sedotta da un non-gioco mortale perché della vita è delusa; Raphael, che è un medico dell’anima, invece la vita la celebra e avvalendosi delle sue doti di affabulatore riesce con delicatezza a far tornare a battere il cuore di lei. La morale è che occorre lo sguardo di un Altro per scoprire il meglio di sé, così come è necessario essere amati per imparare davvero ad amarsi: è ciò che Zoe apprende nel tempo dell’attesa tra un treno e l’altro, che la porterà a liberarsi dal peso della disperazione che la tormentava.

Sullo sfondo di questa pièce si staglia l’ombra del Blue Whale Challenge, il non-gioco on-line di morte che, con le sue 50 agghiaccianti prove di autolesionismo (per altrettanti giorni consecutivi) e i suoi implacabili kurator, ricatterebbe i giovanissimi quanto vulnerabili giocatori, che forse vorrebbero anche smettere, costringendoli invece al suicidio. Proprio alle vittime di questo plagio criminale, ancora in fase di studio e di definizione, è dedicato questo mio testo.

Attachment: Mi-Internat_2018.pdf

LA SIRENA DI DAMASCO (monologo per giovane attrice)

Vincitore della Targa Claudia Poggiani, XVIII ed. Premio SIAD/Calcante (Società Italiana Autori Drammatici, Roma, 2018)

Premiazione: 25 maggio 2018, Sala Squarzina del Teatro Argentina di Roma.

Alla premiazione (cui hanno presenziato il Direttore del Teatro di Roma Antonio Calbi, esponenti del direttivo CENDIC di Roma e critici teatrali) ha fatto seguito un dibattito su STORIA, MEMORIA E ATTUALITÁ, introdotto da Maricla Boggio, al quale sono intervenuti Enrico Bernard, Massimo Roberto beato e Jacopo Bezzi insieme a  Gianfranco Bartalotta, Maurizio Giammusso e Italo Moscati.
L'attrice Patrizia La Fonte ha letto un brano del mio monologo.

Il testo è pubblicato integralmente sul mensile di teatro e spettacolo della SIAD: “RIDOTTO" (direttore editoriale Maricla Boggio) - numero 2-3-4/2018, febbraio/aprile 2018 >>> www.mariclaboggio.it/pagine/schede/ridotto_2017/ridotto-feb-apr.pdf  

La Targa “Claudia Poggiani” viene assegnata a quel testo teatrale incentrato su di una figura femminile oppure che investa i momenti più critici dell’esistenza attuale, che dalla Giuria venga considerato di particolare interesse drammaturgico.

MOTIVAZIONE:

Monologo - sviluppato poi in due personaggi- di una giovane siriana che riesce a mettere in salvo un barcone di migranti come lei, alla ricerca di arrivare a Lesbos e poi in Europa. Campionessa di nuoto, Faiza parte con la sorella compiendo un difficile percorso prima in Libano e poi in Turchia per raggiungere dei cugini in Svezia. La sua forza e abnegazione la portano a trascinare a nuoto il barcone fino alla riva dell’isola, sollecitando l’aiuto della sorella e una giovane cristiana. Faiza diventerà la portabandiera dei Giochi Olimpici in nome di tutti i rifugiati. Scritto con notevole capacità espressiva, rappresenta anche un bell’esempio di religione islamica lontana dal fanatismo e un invito alla pace.

Il monologo è liberamente ispirato alla vera storia della giovane siriana YUSRA MARDINI, fuggita dalla guerra, salvando insieme alla sorella Sarah, nell’agosto 2015, gli altri 19 migranti che si trovavano con lei su un gommone, in avaria, diretto all’isola di Lesbos, nel Mar Egeo. Yusra è stata scelta, insieme ad altri nove atleti, dal Comitato olimpico di Rio 2016 per le sue comprovate doti di nuotatrice, come membro del Refugee Olympic Team, appositamente costituito quale tributo al coraggio e alla perseveranza di tutti i profughi nel superare le avversità.

 

FURIO (monologo per attore)

Furio si ritrova abbandonato dalla sua compagna a causa delle sue intransigenze, che lui però giustifica in nome della “Verità” (la sua, ovviamente). Dalle sue parole evapora l’essenza del suo intrinseco, “civile” e negato fanatismo, che lo ha indotto a tentare di cambiare la donna amata per emanciparla, secondo la sua silenziosa quanto imperturbabile logica estremista. Una conferma dell’opinione di Amos Oz, che ritiene che il seme del fanatismo si annidi in una rettitudine inflessibile, piaga di molti conflitti in tutte le epoche.

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Teatro in provincia (progetto CENDIC a cura di Duska Bisconti), VI edizione (2018) - “12 Teatri x 16 Autori”. Maratona di letture di testi brevi degli autori CENDIC nei teatri della provincia italiana.

Reading (2018) nei teatri di:

14 gennaio: Ponte San Nicolò (PD): Centro civico Rigoni Stern

16 febbraio: Chieti, Piccolo Teatro dello Scalo

22 febbraio: Perugia, Soc. Coop. di Produzione Teatrale

24 febbraio: Oppido Lucano (PT), Teatro comunale

16 marzo: Aversa (CE), Piccolo Teatro Caligola

25 marzo: San Sepolcro (AR), Teatro alla Misericordia

24 marzo: Corato (BA), Teatro delle Molliche

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FURIO è anche finalista alla I edizione (maggio 2018) del Festival teatrale "Me, my selfie and I" dell'Associazione Culturale Notturno Sud di Bologna, curatrice anche della pubblicazione in formato e-book dei testi selezionati.

Attachment: Locandina

LUCREZIA - LIGHT (monologo per attrice)

sinopsi:

Lucrezia non mangia per potersi abbuffare di alcol: poiché ha un disperato desiderio di tutto, è disposta a rinunciare alla vita. L’amarezza e il disagio di una diciassettenne, vittima di una famiglia distratta e, in particolare, di una madre ‘Narciso’.

Questo monologo è dedicato alle sempre più numerose giovanissime affette da drunkoressia (in gergo binge drinking, ovvero ‘abbuffata di alcol’) ubriache e magre da morire, che, con questa pratica autolesionistica quanto letale, esprimono il loro disagio di vivere, reclamando l’attenzione delle loro famiglie distratte o inesistenti.

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Terzo classificato al Concorso Teatrale Mara Chiarini (2019), organizzato dall'Accademia V. Alfieri di Firenze.

Reading (interprete: Olivia Fontani): 19 maggio 2019, Sala dei Marmi, parterre, Piazza della Libertà, 12, Firenze

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Finalista a Teatro in provincia (progetto CENDIC a cura di Duska Bisconti), V edizione - “12 Teatri x 25 Autori”. Maratona di letture di testi brevi degli autori CENDIC nei teatri della provincia italiana.

Serata finale (giugno 2017) al Teatro Comunale di Fiuggi con la collaborazione della compagnia Nitam-Yes Art Italy.

Reading nei teatri di:
- MILANO laboratorio Ist. Comprens. Lombardia - Cologno Monzese - il 10 febbraio 2017

-OPPIDO LUCANO (Potenza) Respirare sinapsi 25 febbraio 2017

-PONTE SAN NICOLO' (Padova) compagnia La Betonica il 26 febbraio 2017

-PERUGIA Teatro di Sacco il 17 marzo 2017

- CORATO (Bari) Teatro delle Molliche il 26 marzo 2017

Attachment: Locandina

IL FRUTTO CHE PENDE DAI RAMI DI GUAVA (monologo per giovane attore)

Reading in occasione della giornata del 25 Novembre 2016 – La festa "alle" donne - Sala Barbaro della Biblioteca Villino Corsini, Roma (Il Cendic, che racconta attraverso la drammaturgia i mali della società, nell'ottica della sensibilizzazione al problema della violenza sulle donne, propone di parlare di "D come Donna, D come Discriminazione". Scene, monologhi sull’argomento, seguiti da discussione con il pubblico. Progetto curato da Daniela Igliozzi).

sinopsi:

Le cronache inesorabilmente registrano continui episodi di brutale sopraffazione, che reiterano il medesimo, drammatico rituale: aggressione e abuso che culminano nella morte e nello sfregio dell’impiccagione. In particolare il monologo prende lo spunto dalla notizia di una donna indiana di 44 anni trovata impiccata con un sari (il tradizionale abito indiano) a un albero di guava nello Stato dell’Uttar Pradesh, che si conferma senza ombra di dubbio come la «capitale indiana della violenza contro le donne».

Attachment: Locandina

IL KALASHNIKOV E LA COLOMBA (monologo per attrice)

sinopsi:
C’è quasi un grado di irrealtà in quello che è accaduto a Roza, arruolatasi giovanissima tra le file della milizia femminile curda, per combattere lo Stato Islamico. Tutto viaggia verso il suo stesso svanire, ma la voce della protagonista non può che essere tale solo se ascoltata: destinataria del racconto-memoria è la madre che vive nel Kurdistan - il Paese che non c’è -, prima interprete e traduttrice del mondo di Roza, che sente l’insopprimibile l’esigenza di farle comprendere che senza l’algebra indecifrabile del dolore non può esserci luce e che la morte spegne la vita, ma non l’amore.

Il monologo è liberamente ispirato ad ASIA RAMAZAN ANTAR, conosciuta anche come Viyan Qamışlo, che, arruolata tra le file della milizia femminile curda impegnata a combattere lo Stato Islamico, ha perso la vita a soli vent'anni (settembre 2016), nel corso di una feroce battaglia contro l'esercito dell'Isis, dopo aver partecipato a combattimenti fondamentali per la riconquista del territorio siriano a scapito del Califfato.

La sua è solo una delle numerose voci della libertà, voci flebili nelle loro terre, alle quali forse anche il Teatro può offrire risonanza, sostenendo le loro ragioni e magari riportarle con forza nei loro Paesi. In assenza di risonanza, ogni voce si riduce al silenzio.

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Primo classificato alla XIII edizione del Premio europeo per il Teatro e la Drammaturgia Tragos - sezione Drammaturgia (monologhi-teatro donna), 2017

Lettura interpretativa (Marilena Verri interpreta Roza) presso l’Unione Femminile Nazionale di Milano (25 maggio 2017 - evento collegato alle iniziative del "Maggio dei libri", Campagna nazionale di promozione alla lettura organizzata dal Centro per il libro e la lettura)

- tavola rotonda: Teatro Donna: un'occasione d'incontro con storie contemporanee al femminile, fuori dal comune, organizzato per Bookcity Milano, 18 novembre 2017, Teatro Franco Parenti di Milano. Dibattito coordinato da Maria Gabriella Giovannelli (Progetto In-Scena; Premio Letterario Internazionale Tragos) e Maria Rita Parsi.

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Il testo è anche finalista al premio nazionale per monologo al femminile inedito Bianca Maria Pirazzoli, Verucchio (RN), 2018, con pubblicazione nell’antologia Monologhi al femminile, due (testi d'uso per la comunicazione artistica) edita da Morlacchi editore.

Attachment: Piccolo Teatro di Milano, 22 febbraio 2017

IL VERO PIL DEL MONDO (corto teatrale sulla tematica "La funzione del dolore")

Reading - 10 gennaio 2016, ore 11,30 - Roma, Teatro dei Conciatori

interpreti:

CARLA CARRETTI: ERIS (la dèa Discordia)

GIULIO FARNESE:  ALGOS (il dio dei Dolori, suo figlio)

MASSIMO ROBERTO BEATO: PENTO (genio-personificazione del Dolore)

Attachment: Locandina

GIANO DAI DUE VOLTI (monologo per attrice)

sinopsi:

In una notte di solitudine, Domitilla ripercorre il suo rapporto con l’adorato figlio adottivo Leone. Come una Nora senza casa di bambole, attraversa il labirinto dei ricordi e lascia pian piano affiorare l’angoscioso segreto che devasta il suo cuore, che continuerà a battere solo grazie all’incrollabile fede in Dio, misterioso scultore di Speranza.

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Reading nell’ambito della rassegna teatrale Spiritualmente laici (curata di Duska Bisconti e Stefania Porrino, CENDIC, Roma) - 13 gennaio 2018, Teatro Lo Spazio, Roma

Barbara Mazzoni interpreta Domitilla; musiche appositamente composte ed eseguite dal Maestro Lorenzo Sorgi

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Giano dai Due Volti si è classificato al secondo posto alla II ed. del concorso di drammaturgia La Riviera dei Monologhi, Bordighera

Attachment: locandina
MY PLAYS
Premio Tragos 2019
Premio Tragos 2019
Spiritualmente laici 2020 - Di blu e di balene
Premio teatrale Mara Chiarini, Firenze
ISLERO a TEATRO IN PROVINCIA (progetto Cendic)
rassegna INCONTRO CON I FINALISTI PREMIO CENDIC-SEGESTA
rassegna INCONTRO CON I FINALISTI PREMIO CENDIC-SEGESTA
rassegna INCONTRO CON I FINALISTI PREMIO CENDIC-SEGESTA
Islero al Nuovo Teatro San Paolo, Roma
IL KALASHNIKOV E LA COLOMBA
Esagramma 40
premiazione a Firenze, Di blu e di balene
Premiazione SIAD al Teatro Argentina: Targa Poggiani 2018
Premiazione SIAD al Teatro Argentina: Targa Poggiani 2018
IL KALASHNIKOV E LA COLOMBA
ALL’INFERNO CON IL GOLFINO
L'OMBRA DELLA LUNA
GLI INNAMORANTI - Una favola del Sud
VENIVAMO TUTTI PER MARE
Di lui, tutto mi stregava

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