Graziella Pizzorno
Brescia
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Ho scritto venti testi teatrali di cui sedici sono stati rappresentati e molti premiati, tutti su argomenti di impegno civile e sociale:

-Sottounalunabiforcuta,con Treatro, premio Hic Rhodus del CTB e Scena prima...

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I MIEI POST

Dall'intervista in diretta streaming della F.U.I.S., Federazione Italiana Unitaria Scrittori, nel suo stand il giorno dell'inaugurazione del Salone del Libro 2018 di Torino, a cura di Simone Di Conza, per la presentazione del mio romanzo "Il passaparola".

Il romanzo, premiato al Palazzo al Bosco di Firenze, è dedicato ai trentenni di oggi, che spesso rifiutano responsabilità affettive e professionali che durino tutta una vita. Si snoda come molti miei testi teatrali intorno alla identità individuale insieme alle mutazioni sociali così affrettate, tali da condurre ad una metamorfosi personale senza particolari e definitivi coinvolgimenti: Il teatro e la narrativa possono con successo integrarsi e arricchirsi.

Link al video dell'intervista

 

Il 10/5/2018 sarò presente alla Fiera del Libro al Lingotto di Torino, Padiglione 3 Stand 76, con il mio romanzo "Il Passaparola", che ha dato origine al testo teatrale NIENTE MALE

Nel gennaio 2018 ho elaborato la trasposizione drammaturgica dal mio recente romanzo "Il Passaparola", edito nel 2017 da EuropaEdizioni di Roma. Il titolo del nuovo copione è NIENTE MALE e il testo implica un corredo registico che è proprio di me come doppia anima di drammaturga e regista. Qui sotto si allegano le mie riflessioni sul romanzo, quindi anche sul testo da rappresentare.

Riflessioni su Il Passaparola

2018

Scrittori e sceneggiatori cinematografici stanno cercando di svelare le mutazioni sociali che spesso possono camuffarsi erroneamente nelle vesti di altre.

Nel mio romanzo "Il Passaparola" cerco di 'parificare' in un certo senso l'omossessualità dilagante per es. con lo sballo: le generazioni d'oggi, che hanno TUTTO pur in tempi di crisi, attraversate da noia, demotivazione e anaffettività, cercano uno sballo per tradurlo in ribellione 'globale', parola travisata, quindi allargando il loro territorio d'azione alle ultime droghe sintetiche, all'alcol, come pure approdando ad altri ambiti sessuali, ad una sorta di omosessualità reattiva, che gli etero raggiungono a volte per rabbia o altro, mentre gli omosessuali dichiarati iniziano a loro volta, assaggiando le regole etero, matrimonio ed altro, a separarsi, ingannarsi e annoiarsi.

Prova che la ribellione quando approda alla norma si disfa in mille pezzi.

Nel film di Xavier Dolan 'Laurence anyways" è ben manifesta l'ossessione di primeggiare usando la diversità, falciando amicizie, amori e se stessi. E' assumere sesso diverso per sballarsi e sballare la vita degli altri.

Nel mio romanzo invece ho voluto dire che non c'è niente di nuovo all'orizzonte, siamo tutti un po' voltagabbana: crediamo in un'idea e poi la vita stessa ci porta a cambiarla o a trasformarla spinti da una sorta di narcisismo egotico, a volte anche ingenuo e utopistico.

Qui io ho voluto caricare il grande significato dell'amicizia, sentimento unico e potente capace di resistere per una vita, anche alle mutazioni di genere o le inclinazioni sessuali cosiddette diverse, capace di scavare nel dolore dell'altro, di abbracciarne la fragilità, per spiegare al mondo cosa significa davvero essere uomini e donne in lotta verso la ricerca di se stessi (un po' come avviene nel recente film di Guadagnino 'Chiamami con il tuo nome').

Ho cercato, con questo breve romanzo paradossale, di lasciare un segno spontaneo, privo di stereotipi, adatto ai nostri tempi in cui niente è certo, tutto è 'liquido' e confuso, ma tutto può essere salvato dal credo nell'amicizia e dalla capacità di accettare se stessi e gli altri. E ne ho fatto una sorta di fiaba visionaria per adulti curiosi, che li aiuti un attimo a ri-conoscere ad ogni pagina qualcosa che loro o altri stanno vivendo, hanno appena vissuto, oppure potranno vivere.

Allegato: Locandina

Ho appena ricevuto il PREMIO FERSEN ALLA REGIA  per lo spettacolo MA/TER-donne tra MA/fia e TERrorismo, consegnato al Piccolo Teatro di Milano con il giudizio:'spettacolo corale, lezione del teatro documento post-brechtiano' e recensito sul Corriere dello Spettacolo:

"Il premio Fersen alla regia e drammaturgia contemporanea", XIII ed. Cerimonia di premiazione al Piccolo Teatro di Milano - 20 novembre 2017

Lo spettacolo "MA/TER – donne tra Mafia e TERrorismo"coglie nel segno fin dalla prima scena in cui vediamo tre alte croci bianche campeggiare nel buio tra bagliori rossastri mentre una voce infantile chiede:"Chi sono loro? Cos'è il potere occulto?"

Con l'apparizione, ai lati del palcoscenico, di due donne terroriste la rappresentazione si sviluppa ritmicamente in quattro quadri, che ci riportano ai tragici eventi che videro le donne protagoniste o vittime di stragi terroristiche o di mafia.

Chi armò queste donne, ma soprattutto come si lasciarono convincere? E' questa la domanda-chiave che, nel secondo quadro, si pongono in carcere una terrorista di destra e una di sinistra.

Grazie a soluzioni sceniche metateatrali, la regista fonde eventi in apparenza diversi ma simili nella sostanza, da cui emerge la sostanziale e universale "banalità del male", per dirla con Hanna Arendt. Una banalità a cui si potrebbe porre rimedio con una maggiore consapevolezza di sé e autonomia di pensiero.

E dunque un testo e una regia essenziali ed incisivi, che attuano con efficacia la lezione del Teatro-documento post-brechtiano.

LE MIE OPERE
Corpi in s/vendita
S-lisò
Il tempo vivo di Rita Atria
Se il pesce piange
Narkissa
MA/TER - donne tra MAfia e TERrorismo

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